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RASSEGNA STAMPA


Intervista ad Andrea von Salis 2017



“[...] Nella “sala dei corsi” nel negozio di Milano ieri sera è successo qualcosa di magico: un normale file MP3, come quello che tutti abbiamo nel nostro Mac, grazie al sistema AVS si trasforma e diventa qualcosa di nuovo, di unico. È difficile rendere a parole ciò che le nostre orecchie hanno percepito ieri sera: il sistema AVS crea una sorta di sfera sonora virtuale in cui è il suono stesso a prendere corpo...”.

THEAPPLELOUNGE, Michele Baratelli.


“[...] Ma questo impianto non è caratterizzato da un punto di ascolto “rigidamente obbligato”: durante le mie sessioni di ascolto mi sono seduto anche fra i diffusori anteriori e posteriori, spostato sia a destra che a sinistra, guardando verso l’”interno” della zona di ascolto. Anche seduto fuori dal centro e guardando nella scena sonora da un lato, ero in grado di discernere una reale scena sonora 3D.”

AUDIO, Ken Kessler, USA.


“[...] L’impianto nel suo complesso, invece, ha una resa che non esito a definire sconcertante, tanto è diversa da quanto siamo abituati a sentire da catene tradizionali. La prima cosa che colpisce è una ricostruzione veramente tridimensionale degli strumenti, accoppiata a dimensioni degli stessi assolutamente reali. La seconda, ma non meno importante, è la dinamica, in alcuni casi veramente devastante. Quello che, invece, sconcerta è che si ha l’impressione di essere nel mezzo degli esecutori o, quantomeno, nelle immediate adiacenze del palco, mentre gli applausi al termine delle registrazioni live sono così realistici che viene spontaneo voltarsi all’indietro per cercare il pubblico.”

TNT AUDIO, Daniele Sabiu.


“[...] Un’altra interessante dimostrazione della tecnica surround è stata fornita dalla società italiana AVS. [...] Il risultato è che la musica penetra maggiormente nell’ambiente e crea una più profonda percezione dello spazio di ripresa. Le condizioni ambientali di una mostra raramente sono ideali, ma il sistema AVS in questa circostanza suonava meravigliosamente.”

STEREOPHILE, Barry Wills e Jon Iverson, Las Vegas, USA.


“Momenti come questi riassumono tutta la raison d’être del High End”.

STEREOPHILE, Barry Wills, Las Vegas, USA.


“Incontro con il miglior standard virtuale audio”.

FEDELTÀ DEL SUONO, Marco Lincetto.


“[...] Sto dicendo che ho sentito questo sistema la prima volta 13 anni fa ed era l'unico a far suonare decentemente una mia registrazione mostruosamente dinamica ed ostica per qualsiasi altro impianto su cui l'avevo provata. E l'ho sentito, con grande attenzione, all'ultimo Milano HI-End 2010, utilizzando – pensa te il destino... - le mie Klein&Hummel O300 (ora Neumann O310, n.d.a.) che sono gli attuali monitor della mia regia di Preganziol, quindi diffusori che conosco molto bene.

E non contento, ho usato un mio disco, il cui control master era stato effettuato con quei diffusori lì: bhè, quello che ho sentito a Milano era molto migliore di quello che, con i medesimi diffusori, avevo sentito in regia a Preganziol...

[…] Il vero goal del sistema AVS è che, a prescindere dalle pur eccellenti registrazioni 4.0 realizzate da Andrea in funzione ottimale del suo sistema, è in realtà in grado di sviluppare al meglio sui 4 canali, normali registrazioni stereo e persino mono: questa è la vera forza del sistema, unitamente alla capacità tramite l'eq. e gli algoritmi vari di elaborazione nel tempo di ottimizzare la resa anche di sistemi di diffusori non propriamente principeschi.”

VIDEOHIFIFORUM – Marco Lincetto.


“[...] Fra le impreviste caratteristiche dell’AVS va menzionata la capacità di “restaurare” registrazioni deteriorate da fruscii digitali, dove ho potuto ascoltare un complesso d’archi assai più dolce ed intonato, mentre potevo percepire il fastidioso fruscio digitale solo debolmente provenire da “dietro di me”. Registrazioni mono, anche vinili, riprodotti con AVS, presentavano sonorità più melodiose: con le riproduzioni surround - senza l’uso di alcun processore Dolby o diffusore centrale! - gli effetti scorrevano in modo naturale e senza soluzione di continuità da tutte le direzioni (anche dall’alto!), mentre i dialoghi rimanevano inchiodati allo schermo”.

DER STANDARD, Ludwig Fliech, Vienna.


“[...] Per quanto riguarda il puro ascolto audiofilo, una volta superata l’impasse psicologica generata dal fatto di essere avvolti dal suono anziché essere unicamente di fronte, il risultato è davvero eccellente.”

SUONO, Paolo Corciulo.


“[...] L'ascolto inizia con dei brani registrati da Andrea von Salis stesso al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e prosegue con altri. Non chiedetemi quali fossero, non lo ricordo. Ero talmente assorbito dall'ascolto, quasi calato in stato di "trance", che tutto il resto è passato in secondo piano, trascurato dalla coscienza. C'era solo lei, la musica, ospitata in uno dei più affascinanti mondi possibili. Ammetto di non aver mai ricevuto una sensazione percettiva così forte, sono entrato immediatamente in sintonia con il sistema astraendomi dalla realtà circostante, sentendomi trasportato all'improvviso in un cosmo dotato di luce propria. L'impianto, che già nell'ascolto in stereofonia possedeva una trasparenza e cura del dettaglio piuttosto elevate, vedeva esaltate le sue doti nel passaggio in AVS, complice una forza rivelatrice esaltata all'ennesima potenza, ma in modo del tutto naturale. L'esaltazione della gamma alta che avevo notato nella prima seduta d'ascolto, provocata da un'equalizzazione poco opportuna (modifica di 0,5 dB, n.d.a.), è in seguito scomparsa in una seconda, grazie a una corretta linearizzazione in ambiente. Il nostro orecchio non è coinvolto in un processo di "iper-realizzazione" del dettaglio quanto piuttosto in una condizione che gli consente di percepirla al meglio, ecco allora venir fuori come da una meravigliosa sorgente le più recondite armoniche di strumenti e voci, la nervatura stessa del materiale di cui lo strumento musicale è fatto.

Anche la tecnica di registrazione diventa palese con le sue caratteristiche e limiti. L'AVS abitua l'ascoltatore a riconoscere la fonte in un processo di "suono-verità", lo rende in grado di discernere tra una registrazione pura, una ottenuta da un master analogico vecchio, o mixata, trattata con dei ritardi artificiali o altro. Affievolitosi il mio iniziale stupore, sono passato alla valutazione dei parametri che concorrono a rendere emozionante e veritiera un'audizione. Per darvi un'idea più precisa l'AVS 3DVR riesce a ricreare quella formidabile acutezza di sensi che capita di avere al risveglio da un sogno che rimane ben impresso nella memoria. Così, oltre alla grande definizione, scopro un tappeto di basse frequenze insospettabile per un diffusore di dimensioni contenute caricato in cassa chiusa. Nel carattere dei Klein & Hummel ritrovo un sound eminentemente "monitor", cioè un palcoscenico tridimensionale proiettato in avanti e una gamma medio-alta piuttosto vivace, con qualche punta di aggressività, specialmente a volume sostenuto. Riportando delle impressioni che già avevo avuto modo di esprimere sul forum di Audioreview, nelle commutazioni da stereo ad AVS le variazioni erano molto evidenti, direi impietose per certi versi.
Se nell'ascolto binaurale liscio l'immagine era piatta, il suono povero in dettaglio e armonici e per di più dotato di una spiccata "scatolarità", non appena si commutava in AVS i diffusori sparivano letteralmente dalla sala, rimaneva a circondarmi solo la musica, sorprendentemente arricchita dalle più minute sottigliezze, nobilitata da una fantastica ricostruzione armonica dei timbri. Nell'ascolto di un brano per pianoforte solo, registrato da Von Salis al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, su alcuni accordi si sentivano perfettamente i battimenti generati da due note di frequenza molto vicina, battimenti che si dileguavano nella versione in stereo. La scena diveniva molto più profonda ed estesa, perfettamente percepibili le differenze tra una registrazione "live" e un'altra frutto del "taglia e cuci" del sound engineer. Tutto acquistava un grande respiro. L'ariosità, di concerto con l'enhancement micro e macrodinamico, rendeva grandioso un brano per organo e orchestra di Camille Saint-Saëns.

La gamma bassa era immanente, equilibrata, priva di fastidiosi rigonfiamenti e risonanze, dotata di gran controllo in ambiente: un'altra delle numerose "chicche" dell'AVS cui è difficile rinunciare dopo averla assaggiata.

L'AVS 3DVR è davvero una sfera magica plenipotenziaria in grado di fornire una risposta convincente all'audiofilo che vuole quel qualcosa in più che la stereofonia pura non concede.
Consente efficacemente di passare da una lettura impersonale a una personale, molto personale direi ma altrettanto efficace nel risvegliare le emozioni, dalle più intimiste alle più estroverse e potenti, smarrite tra le imperfezioni e limiti dell'ambiente.

L'attenzione per i parametri di valutazione del suono, idealmente suddivisa in classi, beneficia non solo quelli di più facile evidenza. In buona sostanza non si tratta di una mera spettacolarizzazione del suono, ma di un perfezionamento "fine" dello stesso che non trascura nulla: ogni parametro viene portato da questo software all'acme, nel rispetto di una grande naturalezza e realismo.”

NON SOLO AUDIOFILI, Alfredo Di Pietro




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